vai al contenuto. vai al menu principale.

Il comune di Prascorsano appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Collegamenti ai social networks

Seguici su

Cosa vedere

Prascorsano

Abitanti 747 (2017); Altitudine slm. 591 metri; Superficie Kmq 6,24.

Sviluppatosi il capoluogo su un’ampia sella fra l’altura di Belmonte ed un contrafforte che scende dal monte Soglio, alle sorgenti del torrente Livesa, il territorio di Prascorsano si stende parte sul fianco destro dell’alta valle del Gallenca, a valle del territorio di Canischio, parte sulle pendici meridionali dell’altura di Belmonte, verso la regione “Comunie”.
Il nome antico del paese è Pratum Corsanum. Prima di essere soggetto ai signori di Valperga aveva nobiltà propria. Infatti da un documento del 1197 del cartario di Belmonte, per il lascito alla chiesa di Belmonte di uno stabile in Prascorsano, risulta contraente una Alisia figlia di Bernardo di Levone e discendente degli antichi signori di Levone, Prascorsano, Rivara, Rocca e Corio, la quale rinuncia ai suoi diritti signorili sullo stabile. Passato ai signori di Valperga, Prascorsano si ribellò contro di loro durante la sommossa del Tuchinaggio, ma non si curò di mandare rappresentanti al trattato di pace tenuto in Ivrea nel 1391; si conciliò privatamente con i Valperga e con il fisco, imitata in questo dai vicini di Camagna e Pertusio.
Prascorsano fu uno dei nostri paesi maggiormente colpiti dalla carestia del 1734, causata dalla siccità e dal passaggio delle truppe francesi. Secondo una relazione dell’epoca si giunse al punto che gli abitanti di Prascorsano, Rivara, Forno, Levone e Camagna furono costretti a scendere nella pianura, nei prati di San Giorgio, non del tutto seccati, a procurarsi dell’erba per mangiare.
La storia di Prascorsano è legata, per la vicinanza, alla storia di Belmonte, sia per i fatti citati dai documenti più antichi, lasciti, vendite, affitti di beni in quel di Prascorsano, che emergono dal “Cartario di Belmonte”, sia per fatti più vicini a noi. Fu un padre Francesco Gecco di Prascorsano che nel 1890, con l’aiuto dei Prascorsanesi, diede una prima sistemazione alla mulattiera che da Prascorsano portava a Belmonte, poi nel 1930 trasformata nella strada carrozzabile Cuorgnè-Prascorsano-Belmonte.
Fu un notaio, Pietro Fenoglio di Prascorsano, che, con una finzione legale, permise ad alcuni Francescani di restare a Belmonte all’epoca della rivoluzione francese, e nel 1805, acquistò per conto dell’abate Giacomo Valperga Masino, all’asta indetta dai rivoluzionari, gli stabili del convento confiscati, salvando così il santuario dalla distruzione.
Nel 1928 il comune di Prascorsano fu aggregato al comune di Cuorgnè, venendo poi ricostituito nel 1948.
Oltre alla parrocchiale attuale dedicata a Sant’Andrea, Prascorsano conserva l’antica parrocchiale dedicata alla Madonna del Carmine, ora cappella del cimitero. Questa chiesa, situata sulla strada per Cerialdo, contiene antichi preziosi affreschi.
La campagna di Prascorsano è frazionata in piccoli appezzamenti con frequenti frutteti e fiancheggiati da filari di viti. Discreta la produzione enologica, caratterizzata da vini leggeri e frizzanti. Le pendici collinari sono a tratti coperte da folti castagneti. Buona parte delle persone, in età lavorativa, trova impiego nelle industrie dei centri di pianura.
Patrono è Sant’Andrea (ultima domenica di novembre).

Fonte: Comunità Montana Alto Canavese – L’Ambiente, la Storia, i Paesi – Centro C.O.R.S.A.C. di Cuorgné – Maggio 2004

Chiese - Oratori

Chiesa della Nostra Signora del Carmine

Nome Descrizione
Indirizzo Via Cerialdo
Telefono 0124.698141

Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo

Nome Descrizione
Indirizzo Via Villa, 2
Telefono 0124.698139